IMG_0006 Erano giorni che programmavo questa uscita, noi 3 in bicicletta a fare un picnic al parco e invece? Io sono qui e loro dalla nonna.

Mammolo sapeva che cosa sarebbe successo oggi, l’avevamo tenuto segreto a Pollicino altrimenti avrebbe fatto l’intera settimana a lamentarsi tipo “quaaaaando andiamooooo”. Stamattina all’ora di colazione il piccoletto ha ricevuto la notizia, si esce in bicicletta! Felicità, non aspettava altro. Ahimè la felicità é durata niente, non appena ho detto che comunque un pezzo avremmo dovuto farlo in macchina e che Mammolo avrebbe dovuto usare la bicicletta di Taz, apriti cielo!

Mammolo ha cominciato a urlare ”Io non voglio la bicicletta di Taz!”

“Non mi ci sta in macchina la tua, devi per forza usare la sua”

“Io non voglio la bicicletta di Taz! Comprati una macchina più grande e poi non voglio nemmeno andarci in macchina”

“Non posso comprare una macchina più grande solo per portare la tua bici, é una strada pericolosa da fare in bicicletta, passano troppe macchine ed é l’unico modo per arrivare sani e salvi”

“Io non vengo! Me ne sto a casa!”

“Ma perché dovete fare sempre storie, facciamo un pezzo in macchina e poi siamo alla pista ciclabile, Pollicino a farla tutta a piedi si stanca e non vuol più camminare lo capisci? È anche pericoloso.”

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“Io non vengo, ti odio, preferisco fare le cose con il papà!”

Alché la mia risposta é stata “ok, vacci con il papà! Mettete le scarpe che vi porto dalla nonna”.

Ogni giorno una battaglia, ogni giorno a lamentarsi che questo non gli piace, quello non gli piace, non sanno cosa fare ecc., per quanto uno si possa dedicare totalmente e interamente a loro nulla li soddisfa, passano il tempo lamentandosi a fiume. Senza sosta.

Riflettendoci, probabilmente non sono loro che sbagliano, ma noi genitori che gli abbiamo sempre dato tutto e anche troppo, non gli abbiamo mai fatto mancare nulla.

Ai tempi, quando ero piccola io, come tanti di voi immagino, non c’erano tutte queste cose da fare, tutta questa tecnologia e questi giocattoli. Ci si accontentava con quello che c’era. Ricordo ancora i pomeriggi che passavo a giocare in giardino con i miei fratelli; essendo il mio papà un giardiniere, aveva spesso cumuli di terra da utilizzare nei giardini, noi prendavamo la canna, la portavamo in cima alla montagna e aprivamo l’acqua. Risultato? Sguazzavamo come i maiali nel fango e ci divertivamo da morire, in più io e lo zio alcolico (così lo chiamano i 5 monelli), ci divertivamo a cercare i vermetti, quelli belli rossi e ciciotti, li prendevamo e li infilavamo nel pannolino a zio analcolico, era uno spasso!

Passavamo le giornate a costruire le capanne con i cuscini del divano, a creare con i famosi mattoncini della Lego, andavamo in altalena, facevamo le gare a chi era più bravo in qualsiasi cosa e guardavamo i nostri cartoni animati preferiti, li ricordate vero? Candy-Candy, i Puffi, Memole, Hello Spank, Ape Maia, Dolce Remy, Magica Emy, Holly e Benji, Occhi di gatto… chi più ne ha più ne metta. E ora? Vogliamo parlare dei cartoni animati di adesso? Alcuni sono veramente terrificanti, avete mai visto Adventure Time? A volte mi chiedo se chi l’ha scritto mentre lo faceva si fumava qualcosa! Senza tralasciare che la maggior parte dei cartoni che si vedono oggigiorno, contengono parolacce, si magari quelle meno pesanti ma pur sempre parolacce.

Ah i bei vecchi tempi! Quando eravamo piccoli non ci rendevamo conto di quello che avevamo, probabilmente ci lamentavamo anche noi con i nostri genitori.